IDET 
La anuloplastica o IDET (acronimo di Intra-Discal Electrothermal Therapy) è un trattamento specifico per il dolore discogeno.

È una procedura percutanea, in cui una speciale sonda di piccolo diametro, viene fatta navigare all’interno del disco e poi riscaldata tramite radiofrequenza a 90° per 17 minuti.

Questa sonda consente la somministrazione dell’energia termica nella parte posteriore del disco tra nucleo polposo e anulus, cioè direttamente dove sono localizzate le fibre sensitive del disco, cioè le fibre nervose che trasportano il dolore. Inoltre, il calore determina una contrazione delle fibre di collagene di cui è formato l’anulus. In questo modo si ottiene una riparazione delle fissurazioni, che sono alla base della patologia discale di cui il dolore discogeno è il principale sintomo.
Il raggiungimento del disco e la navigazione della sonda vengono eseguite in anestesia locale, sotto controllo radiografico tramite un apparecchio chiamato amplificatore di brillanza o fluoroscopio, per garantire la sicurezza della manovra. Le strutture esterne al disco sono protette dal danno termico dalla circolazione vascolare esterna al disco che dissipa velocemente il calore.

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IDET

La sonda ha dei sensori termici che comunicano al generatore di radiofrequenza l’esatta temperatura raggiunta nel disco, consentendo così di regolare l’emissione di energia in modo da mantenere costante la temperatura nel sito di azione.

Esistono numerosi studi sull’efficacia della procedura. Dopo un’attenta selezione dei pazienti sembra che 1 paziente su 5 abbia un eccellente risultato e 3 su 5 un risultato parziale ma soddisfacente.

Selezione del paziente: La scelta di utilizzare questo trattamento è legata all’esito positivo all’esame di discografia evocativa. Questo è un test diagnostico che viene eseguito in pazienti con dolore lombare, senza irradiazione agli arti inferiori con una risonanza magnetica indicativa di degenerazione discale (disco disidratato con fissurazioni dell’anulus) e che non hanno ottenuto un risultato soddisfacente con metodiche meno invasive.

Possibili complicanze:
– Rottura della sonda: in 20.000 casi di IDET eseguiti, sono state descritte 5 rotture della sonda. Queste rotture si sono verificate all’interno del disco. Essendo la sonda composta da un materiale inerte e non essendo migrati i frammenti all’esterno del disco, non è stata richiesta nessuna procedura per la rimozione della porzione rimasta nel disco.
– Infezione: non sono stati descritti casi di infezione, ma la possibilità esiste, dal momento che la manovra è invasiva (seppur minimamente). In ogni caso, viene eseguita una somministrazione di antibiotici prima della procedura.
– Lesione a strutture nervose: essendo il paziente sveglio durante la procedura, può immediatamente avvertire l’operatore in caso di puntura o sfioramento di una struttura nervosa. Ciò consente di ridurre di molto i rischi di lesione nervosa.

Subito dopo la procedura, molti pazienti lamentano un transitorio peggioramento del dolore lombare rispetto a prima del trattamento. Il dolore post-operatorio decresce gradualmente durante la prima settimana.

Molti pazienti ritornano almeno al livello di dolore pre-trattamento tra la prima e la seconda settimana dopo la procedura. Il processo di riduzione del dolore prosegue poi per le successive 12 settimane, ma può durare anche più a lungo. Può comunque persistere per circa 2-6 settimane un dolore lombare o ai glutei accompagnato a dolenzia dei muscoli paravertebrali. Per le prime otto settimane, la schiena non dovrebbe essere sollecitata eccessivamente. Dopodiché, il paziente potrà iniziare un programma di esercizi volto a rinforzare la muscolatura della schiena.