La denervazione delle faccette articolari (anche detta termolesione, neurotomia, neuroablazione o neurolisi termica), utilizza un tipo particolare di energia, detta radiofrequenza, per interrompere temporaneamente la trasmissione elettrica dei nervi che trasmettono il segnale dolorifico dalle articolazioni posteriori della colonna vertebrale (chiamate faccette articolari). Questo nervo è chiamato branca mediale e ogni faccetta riceve l’innervazione dal nervo che origina da due diversi livelli. Prima di eseguire questa procedura, il paziente deve avere risposto positivamente ai blocchi test con anestetico locale della branca mediale. Se il dolore passa, il paziente è un candidato alla termolesione, che verrà eseguita dopo la ricomparsa del dolore.

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Come si esegue?

È eseguita di solito in day-hospital e dura circa 45 minuti. Durante la procedura, verranno monitorati i parametri vitali (elettrocardiogramma, pressione arteriosa…). Verrà utilizzato un apparecchio, detto amplificatore di brillanza (o fluoroscopio), che consentirà al medico di vedere la colonna vertebrale e quindi le strutture da raggiungere. Dopo avere eseguito un’anestesia locale della cute, verrà posizionato un ago in corrispondenza del punto di passaggio della branca mediale.

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Per confermare l’esatta posizione dell’ago verrà mandata una stimolazione sensitiva (che il paziente avvertirà come se fosse un imitazione del suo dolore) e una stimolazione motoria (per verificare che l’ago non sia in vicinanza di un nervo diverso). Ciò è indispensabile per ridurre i rischi di complicanze. Infatti, se il paziente dovesse sentire la stimolazione in un’area diversa da quella del dolore usuale, dovrà avvertire il medico, che procederà quindi a posizionare meglio l’ago. Una volta confermata l’esatta posizione dell’ago, si eseguirà un’anestesia locale del nervo e si procederà quindi alla termolesione, somministrando la radiofrequenza al nervo. La lesione dura circa un minuto per nervo e, di solito, non è dolorosa. È necessario che il paziente sia sveglio e collabori con il medico per avvisarlo se dovesse sentire qualche stimolo alle estremità.

Il paziente verrà dimesso dopo circa un’ora, se i parametri vitali saranno stabili e se il paziente sarà in grado di muoversi liberamente (almeno come prima della procedura). A volte, infatti l’anestesia locale praticata sul nervo può determinare un transitoria debolezza degli arti inferiori (della durata massima di qualche ora). È importante che il paziente non guidi o non utilizzi macchinari pericolosi per le successive 24 ore.

La denervazione delle faccette non è irreversibile, ma dura circa 6 mesi/1 anno. Infatti, le fibre della branca mediale lesionata, dopo un certo periodo di tempo ricominciano a funzionare e il dolore potrà tornare. Talvolta l’efficacia è più prolungata nel tempo. Nel periodo di riduzione del dolore, il paziente potrà iniziare un programma di fisioterapia volto ad irrobustire la muscolatura della schiena, in modo da ridurre le sollecitazioni dirette alla colonna vertebrale. Se il dolore torna, la procedura può essere ripetuta.