E’ una patologia del disco intervertebrale in cui la parte interna, chiamata “nucleo polposo”, esce dalla sua sede facendosi strada attraverso le lamelle del anulus fibroso. L’anulus è la struttura deputata a contenere il nucleo e costituisce il contorno esterno del disco.

Se la fuoriuscita del nucleo comprime una radice nervosa, il dolore si può propagare nel territorio innervato da quella radice. Infatti, tra due vertebre esiste sempre una coppia di nervi spinali che vanno poi a innervare una specifica area del corpo.

A sua volta, la compressione di uno di questi nervi spinali provoca dolore nella parte del corpo da essi innervata.

Le due posizioni in cui si verificano la grande maggioranza (circa il 98%) delle ernie del disco dolorose sono gli ultimi due spazi intervertebrali, cioè L4-L5 e L5-S1.

La maggior parte degli episodi di rottura dell’anulus del disco avvengono fra i 30 e i 40 anni, quando la consistenza del nucleo è ancora in sostanza gelatinosa.

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Solitamente, l’insorgenza dei sintomi è caratterizzata da un dolore acuto e tagliente lungo la gamba, talvolta preceduto da dolore localizzato nella parte lombare e peggiora cercando di muovere l’arto.

Il dolore si manifesta inaspettatamente e si può avere la sensazione che qualcosa si sia strappato nella schiena. Ciò limita il range di movimento della persona: per piegarsi in avanti per esempio il paziente tende a inclinarsi anche di lato per compensare e cammina flettendo la gamba dolorante in modo da non appoggiare il peso completamente su quella.

Un’accurata visita medica, in cui si esegue il test di stiramento della coscia verso l’alto (straight leg raising), che indica una tensione sulla radice nervosa, consente di supporre la presenza di un disco erniato. Non ci sono test di laboratorio che certifichino l’ernia del disco, ma esami come l’elettromiografia possono aiutare a determinare quale sia la radice compressa, di solito però l’esame che viene eseguito è una RMN oppure una TAC.

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