FAQ

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Ti ringraziamo sin d’ora per la collaborazione che ci vorrai dare

Se insorge in seguito a un trauma o in assenza di una patologia del tratto lombare della colonna vertebrale, occorre recarsi dal medico per escludere che sia coinvolto il midollo spinale. Alcune cause sono: patologie degenerative spinali, lesioni occupanti spazio nel canale vertebrale, una grave stenosi spinale e alcune patologie midollari. Se il paziente accusa una paralisi dello sfintere durante un episodio di lombosciatalgia, molto probabilmente è una compressione da parte di una voluminosa ernia del disco a livello delle ultime radici spinali (chiamate cauda equina). In questi casi, il rimedio è l’intervento chirurgico.

Questi termini sono sinonimi per indicare un dolore che inizia a livello delle anche o dei glutei e si propaga per tutta la lunghezza della gamba fino al piede. Questa condizione spesso si accompagna a dolore lombare, che può essere più o meno intenso del dolore all’arto inferiore. Il nervo sciatico, che si estende dalla parte bassa della schiena attraverso i glutei e lungo la gamba, è ritenuto la causa del dolore in questa condizione. In questo caso si usa il termine “sciatica”.

La sciatica vera è una condizione che si verifica quando un disco lombare erniato comprime una delle radici che vanno a formare il nervo sciatico. Questo tipo di meccanismo di dolore lombare è meno comune rispetto ad altre cause di lombalgia. Per esempio, attività sportive o lavori pesanti possono causare un dolore lombare e all’arto inferiore, che viene spesso scambiato per sciatica.

La sfida per il medico è distinguere tra un dolore radicolare che è causato da una radice infiammata e un dolore riferito che è il risultato di uno stiramento muscolare o una distorsione.

Il sintomo più comune della sciatica vera è un dolore nella parte posteriore della coscia, nella parte inferiore della gamba o al piede, che può essere di intensità più elevata del mal di schiena. Solitamente il paziente riferisce che il dolore, di intensità da moderata a severa, inizia a livello del gluteo e percorre la gamba verso il piede. È importante sapere che la sciatica vera produce un dolore che si irradia oltre il ginocchio. Spesso il paziente riferisce di avere avuto un episodio di dolore lombare, iniziato alcuni giorni o settimane prima che comparisse il dolore alla gamba, poi il dolore alla gamba è diventato più intenso del dolore lombare e, in alcuni casi il dolore lombare scompare completamente.

Comunque nel caso di una sciatica di lunga durata, il dolore può gradualmente localizzarsi ai glutei e nella parte posteriore della gamba. In questa situazione il paziente può avere un vago senso di dolenzia che non raggiunge la parte inferiore della gamba o il piede, come invece nelle prime fasi di comparsa del dolore. 
Spesso non c’è uno specifico evento traumatico o un movimento associato all’insorgenza della sciatica. Stare in piedi, sollevare pesi, starnutire o andare in bagno può aggravare il dolore. Stare sdraiati di solito è la posizione più comoda. Occasionalmente, la sciatica si accompagna a parestesie, debolezza e deficit della funzione degli sfinteri.

Una anamnesi e una visita medica accurata, sono una parte importante del percorso diagnostico della sciatica. I test di stiramento delle radici nervose possono essere usati per confermare la presenza della sciatica, cercando di riprodurre il dolore o il fastidio che certi movimenti o posizioni del corpo possono provocare.

Questi test sono eseguiti da un medico e consistono nell’esecuzione di particolari movimenti delle gambe che stirano leggermente il nervo sciatico. Se il paziente sente il suo dolore durante queste manovre, è molto probabile che il nervo sciatico sia una sorgente del dolore.

Un protocollo riabilitativo è inteso come supporto per il buon esito della procedura e per aiutare il paziente ad evitare recidive. Una procedura appropriata di riabilitazione dovrebbe comprendere l’uso progressivo di esercizi di stretching e rafforzamento, seguiti da un graduale ritorno alle normali attività. Include anche incontri per insegnare ai pazienti le buone abitudini posturali e di comportamento nelle attività quotidiane.

 

Innanzitutto bisogna premettere che vi sono milioni di persone con una discopatia degenerativa che non hanno assolutamente alcun sintomo.

Questa patologia è infatti, un fisiologico processo di invecchiamento dei dischi interverterbali. Esattamente come avviene ai capelli che in alcune persone diventano bianchi o possono cadere a varie età, i dischi possono invecchiare subendo diversi processi di invecchiamento. In alcuni casi è presente il sintomo dolore.

Il paziente avverte mal di schiena, di solito peggiorato dalla posizione seduta o dalla flessione della schiena in avanti. Se il disco è fuoriuscito dalla propria sede o si è rigonfiato, riducendo in questo modo lo spazio a disposizione delle strutture nervose, il dolore si può irradiare alle gambe. A volte compare anche intorpidimento delle gambe e formicolio. Nei casi di compressione dei nervi più importante si può aggiungere anche una debolezza alle gambe.

La stenosi del canale lombare degenerativa è una condizione in cui si crea progressivamente il restringimento del canale vertebrale e/o del foro di passaggio del nervo che dal midollo spinale va alle gambe (foro di coniugazione). Ciò determina quindi uno schiacciamento del nervo con l’insorgenza di mal di schiena sordo o acuto che si può irradiare alle gambe, polpacci o glutei. Nei casi più avanzati si può avere debolezza alle gambe con perdita di equilibrio durante il cammino (claudicatio neurologica) e ridotta resistenza all’attività fisica. Di solito i sintomi si alleviano piegandosi in avanti, in questo modo si determina una naturale parziale apertura del foro di coniugazione. I distanziatori interspinosi sono dei sistemi meccanici che, applicati nella zona posteriore della colonna vertebrale, possono in alcuni casi, ridurre i sintomi di una moderata stenosi del canale o dei forami di coniugazione.

Il dolore che origina dalle faccette articolari è, di solito, un dolore lombare che viene peggiorato dall’estensione della colonna vertebrale. Il dolore può essere sordo o acuto, continuo o legato ai movimenti ed è più intenso con i primi movimenti al mattino. Può irradiarsi alle cosce e ai glutei. Il medico eseguirà un’attenta visita medica e confermerà il sospetto valutando le immagini radiologiche. La certezza della diagnosi però è successiva alla risposta positiva ai blocchi test delle faccette articolari. Infatti, dopo avere sospettato che il dolore origini dalle faccette articolari, il medico eseguirà delle infiltrazioni con anestetico locale e cortisone delle faccette interessate. Occasionalmente, il paziente può avere un beneficio a lungo termine. Ma, se il dolore ritorna dopo un breve periodo, è appropriato eseguire la termolesione del nervo delle faccette articolari.

La debolezza di un arto si sviluppa quando i segnali nervosi non viaggiano in maniera corretta dal cervello ai muscoli. Se la debolezza non può essere ricondotta ad un’altra patologia sistemica, come il diabete, una neoplasia, uno stato infettivo o una miopatia, potrebbe derivare da un problema ai nervi o ai muscoli correlato al mal di schiena.

La paralisi è la manifestazione estrema della debolezza. Possono esserci molte ragioni per cui un paziente avverte debolezza correlata al mal di schiena, ma la causa più comune di debolezza generalizzata è l’inattività.

La postura, l’andatura, la lunghezza dei passi e il grado di oscillazione delle braccia durante la deambulazione, possono influenzare l’attività di decine di muscoli della colonna vertebrale dorsale e lombare. Una piccola lesione asintomatica può determinare l’adozione di meccanismi di compensazione inconsapevoli durante il cammino o la postura eretta. Questi piccoli meccanismi continuamente ripetuti possono avere un effetto domino nel causare il mal di schiena

E’ un sintomo che viene avvertito quando gli impulsi nervosi non viaggiano correttamente dalla cute al cervello. Un paziente con problemi alla schiena, può avvertire intorpidimento in altre parti del corpo, soprattutto alle gambe e ai piedi.. L’intorpidimento può essere avvertito sulla cute o ai muscoli. Questo sintomo indica in genere un certo grado di danno nel sistema nervoso periferico o centrale e richiede una pronta e attenta valutazione per eslcudere patologie complesse e, a volte anche gravi.
Comuni cause vertebrali di intorpidimento includono:

  • radicolopatia – un nervo schiacciato da un ernia del disco
  • stenosi – un restringimento del canale vertebrale, che può comprimere le fibre sensitive causando una perdita di sensibilità

ma vanno incluse anche altre cause come:

  • miopatie
  • sclerosi multipla
  • ictus
  • epilessia
  • anomalie congenite
  • esiti di traumi
  • altre cause generali come stress psicologico

Di solito le cause sono stiramenti o contratture dovute a:

  • sforzo fisico improvviso e intenso (come il sollevamento scorretto di pesi)
  • incidenti, cadute, traumi sportivi
  • posizione sbagliata nel letto o del cuscino
  • postura sbagliata sia da seduti che in piedi
  • flessione prolungata della colonna vertebrale
  • sollevare la spalla per tenere il telefono all’orecchio
  • portare borsa o zaini pesanti
  • stress e tensione muscolare

Uno dei metodi più diffusi, anche se non corretto da un punto di vista scientifico, è quello di considerare la durata del dolore: se dura meno di 8-12 settimane è acuto, se dura più a lungo è cronico.
Il dolore acuto, in genere, è tagliente, intenso e ben localizzato, può essere intermittente, ma generalmente è continuo con punte di intensità.
Il dolore cronico invece è, generalmente, profondo, fastidioso e sordo.

I pazienti possono manifestare intorpidimento, formicolio, bruciore o una sensazione di aghi e spilli, quello cronico è difficile da gestire con i trattamenti usuali, può derivare da una vecchia lesione guarita, oppure da un’artrite, ma anche da un trauma o da un disturbo alla schiena che, nella maggior parte dei casi, non ha una causa nota.

I pazienti con dolore lombare acuto generalmente migliorano dopo 6/8 settimane di trattamento e riprendono le piene funzionalità. Associando poi la fisioterapia, è possibile prevenire le recidive. In caso di ricaduta, è possibile fare un breve periodo di trattamento di richiamo. Se il dolore acuto si presenta per 3 volte in un anno o interferisce con le attività funzionali, come dormire, stare seduto, in piedi e guidare, è probabile che il dolore possa diventare cronico.

Identificare la causa e quindi trovare la cura corretta evita che il problema si ripresenti o che possa diventare cronico e, quindi, si arrivi alla guarigione definitiva.

Lo stiramento muscolare è una improvvisa e inaspettata contrattura di un muscolo. Può essere causata da un movimento brusco o uno sforzo eccessivo (molto spesso durante le attività sportive o lavorative).

Esistono anche alcune patologie congenite (per esempio la scoliosi) che favoriscono l’insorgenza di spasmi muscolari. Altre cause accertate sono conseguenti al sovrappeso e alla mancanza di attività fisica.

È una condizione molto dolorosa (chiunque di noi nella vita ha avuto almeno un episodio), ma la buona notizia è che (secondo la Società Americana dei Medici di Famiglia) circa il 95% degli episodi si risolve spontaneamente nell’arco di pochi giorni, aiutandosi con il riposo e alcuni comuni analgesici da banco.

Se però il dolore persiste, è consigliabile consultare un medico, la prevenzione in questi casi è molto importante.

Adottare alcuni semplici accorgimenti possono aiutare parecchio il recupero, come per esempio adottare uno stile di vita sano, ridurre il peso, fare attività fisica, fare riscaldamento muscolare prima di un’attività sportiva e movimentare correttamente i pesi durante l’attività lavorativa.

È poi molto importante seguire un programma di rinforzo dei muscoli addominali e lombari.

La prima cosa da far è consultare un medico e, se necessario, uno specialista.
Una volta escluse le principali cause per cui è necessario un trattamento specifico, il consiglio è quello di munirsi di un cuscino che faccia d a supporto lombare (si può facilmente trovare nei negozi di accessori per auto).

Un consiglio sempre valido è quello di fare frequenti pause, scendendo dall’auto e facendo riposare la schiena.

Se possibile, eseguire alcuni semplici esercizi di stretching.
A volte un programma completo di stretching e massaggi può aiutare coloro che quotidianamente guidano per molti chilometri.
Come ultima opzione, si può sempre modificare il sedile o cambiare auto…

Molti pazienti guariranno da questo disturbo spontaneamente e, quelli che richiederanno una assistenza medica, verranno trattati conservativamente, con un breve periodo di riposo accompagnato dall’uso di farmaci antinfiammatori. La fisioterapia e un programma domiciliare di esercizi di stretching e di rinforzo muscolare sono di solito utili nel favorire un recupero completo delle attività del paziente.

Esistono poi diverse opzioni inteventistiche riservate ai pazienti che non hanno ottenuto un risultato soddisfacente con i precedenti rimedi o che hanno un dolore di intensità elevata o intollerabile associata ad una evidenza oggettiva (ad es una RMN) che il dolore sia causato da un ernia del disco.

I pazienti che hanno dolore associato a un deficit neurologico progressivo o che sviluppano debolezza muscolare hanno maggiori probabilità di migliorare dopo un intervento chirurgico rispetto a quelli che hanno dolore senza deficit di forza.