Consigli generali

dolore cronico interventistico

Ecco alcune indicazioni per evitare il mal di schiena o agevolare l’efficacia di trattamenti intervenstistici e/o farmacologici

Riposo

Evitare l’immobilità a letto. Piuttosto è meglio cercare di mantenere un buon livello di attività, magari a ritmo ridotto, cercando di evitare i movimenti o le attività che possono avere scatenato il dolore.
Un po’ di riposo non farà male, ma una leggera attività fisica accelera la guarigione.

Caldo e freddo

caldo e freddo, nella forma di bagni caldi o borsa del ghiaccio, possono aiutare a alleviare il dolore dei muscoli e degli altri tessuti.
Ricorda: prima il freddo. Avvolgi del ghiaccio in un involucro per evitare le lesioni da freddo alla pelle, e applica all’area dove senti dolore per non più di 20 minuti, diverse volte al giorno. Il freddo contrasta l’infiammazione e il gonfiore, attutisce il dolore rallentando gli impulsi nervosi.
Dopo che il dolore acuto si sarà attenuato (circa 48 ore dopo l’inizio del dell’episodio acuto) potrai applicare il calore – per ridurre lo spasmo dei muscoli – per mezzo di bagni caldi o applicando una boule con l’acqua calda.

Auto-aiuto

Se devi stare seduto o in piedi per lunghi periodi, considera di utilizzare un corsetto o una fascia elastica, ma non per un periodo eccessivamente lungo (poche ore al giorno) per non indebolire la muscolatura della schiena che può portare ad un aggravio del dolore. Indossati in maniera appropriata possono ridurre il dolore e fornire comfort e supporto.
Se il tuo mal di schiena non è migliorato in modo consistente entro 72 ore dal suo esordio, contatta il tuo medico. Per evitare che il problema si ripresenti, è importante mantenere in forma la muscolatura della colonna vertebrale, i suoi tendini e legamenti facendo semplici esercizi a basso impatto cardiovascolare, che non sovraccaricano la schiena e i legamenti, come passeggiare, nuotare o andare in bicicletta. Se non puoi uscire all’aperto, prendi in considerazione un tapis roulant o una cyclette

Cerca di mantenere attivi i tuoi addominali e i muscoli della schiena, questi costituiranno un corsetto naturale e ti aiuteranno a sostenere la schiena.

Fai degli esercizi di stretching dolce per conservare la flessibilità della colonna

Farmaci

Nella prescrizione di farmaci per il controllo del mal di schiena è importante che il medico consideri le specifiche necessità e peculiarità di ogni singolo paziente. Vanno prese in considerazione allergie, effetti collaterali, meccanismo di azione e meccanismo patogenetico che sostiene il dolore del paziente. Inoltre vanno minimizzati i rischi di abuso, di tossicità e di assuefazione. È per questo che viene scoraggiata l’assunzione di analgesici e antinfiammatori al di fuori del controllo medico.

Antinfiammatori Non Steroidei (FANS)
Questo gruppo di farmaci include una serie di prodotti da banco e di automedicazione come aspirina, paracetamolo, ibuprofene e ketoprofene. Include inoltre altri farmaci sempre della stessa categoria ma acquistabili dietro presentazione di ricetta medica (nimesulide, diclofenac, ketorolac, naprossene..). Questi farmaci hanno un’attività antinfiammatoria, quindi contribuiscono a ridurre il dolore agendo sui meccanismi dell’infiammazione che sostiene il dolore. Essi hanno lo scopo di far superare la fase acuta, per poi iniziare un programma riabilitativo.
È importante che il trattamento con questi farmaci sia, quindi, il più breve possibile: non più di 2-3 giorni. Tra i numerosi effetti collaterali citiamo: elevata tossicità, gastrica, renale, epatica e cardiaca.

Cortisone
Il cortisone è un potente farmaco antinfiammatorio. Il suo utilizzo è consentito solo dopo un’attenta valutazione del medico e va riservato a quei pazienti che hanno una sintomatologia legata ad una sofferenza di una struttura nervosa dimostrata con la visita medica e da esami strumentali. Tra i suoi effetti collaterali segnaliamo gastrolesività, aggravamento di diabete e ipertensione arteriosa, ritenzione idrica.

Oppioidi
L’utilizzo di questa famiglia di farmaci è molto controverso in ambito medico, per la loro potenziale tossicità, per il rischio di dipendenza e di abuso che possono ridurne l’efficacia. Vanno somministrati nel momento in cui farmaci di altre classi non danno nessun beneficio seguendo le indicazioni del medico e sottoponendosi a frequenti e minuziosi controlli.
Fanno parte di questa classe: tramadolo, codeina, ossicodone, morfina, buprenorfina, fentanyl, metadone, tapentadolo. Possono dare come effetti collaterali: nausea, vomito, stipsi, prurito, sonnolenza e confusione mentale.

Farmaci antiepilettici e antidepressivi
Questi farmaci sono, di solito, considerati adiuvanti, vengono quindi associati agli analgesici e agli antinfiammatori, in quanto consentono di gestire alcuni specifici meccanismi di insorgenza del dolore.
È importante, quindi, che il medico abbia condotto un corretto iter diagnostico ed abbia compreso quale meccanismo patogenetico sostiene il dolore.
Tra di essi citiamo: gabapentin, pregabalin, amitriptilina, nortriptilina, clonazepam.
Tra gli effetti collaterali più frequenti essi possono causare: sonnolenza, secchezza delle fauci, ritenzione urinaria, aritmie cardiache.

Medico di medicina generale

La maggior parte di pazienti con mal di schiena, vanno regolarmente dal Medico di Medicina Generale.
Queste visite costituiscono un’ottima opportunità per apprendere di più sulle cause del mal di schiena e su come gestire la crisi di dolore acuto.
Il parere del Medico di Medicina Generale è anche fondamentale per poter decidere se il paziente necessita o meno di una visita specialistica.
In passato molti medici suggerivano al paziente di stare a riposo, possibilmente a letto e aspettare di sentirsi meglio prima di alzarsi.
Il miglior rimedio per un episodio di mal di schiena acuto è una precoce mobilizzazione dopo un breve periodo di riposo, generalmente di due o tre giorni. L’assunzione di farmaci antinfiammatori va riservata a questo periodo.
Poi è importante iniziare gradualmente un programma di recupero funzionale.
La maggior parte dei Medici di Medicina Generale sono oggi molto preparati su questi argomenti e il tuo Medico saprà consigliarti se e quando sentire il parere di uno specialista.
Inoltre, conoscendoti meglio di qualunque altro medico, saprà suggerirti le migliori strategie per impedire le recidive di questi episodi.

Fisioterapia

La fisioterapia è un’importante opzione terapeutica per molti pazienti con mal di schiena.
Un fisioterapista è in grado di aiutarti a mettere in pratica il programma di esercizi fisici che il tuo medico ha prescritto, nella maniera più sicura ed efficace. È importante avere un buon rapporto con il fisioterapista, infatti, l’efficacia del trattamento dipende anche dal potenziamento della forza di volontà e dalla fiducia nella riuscita.
Il fisioterapista ti darà istruzioni sulla postura, su come eseguire i movimenti e le attività della vita quotidiana, ti saprà dare nozioni di anatomia e di fisiologia della colonna vertebrale. E saprà spiegarti quali muscoli potenziare e quali esercizi fare, per raggiungere l’obiettivo. Inoltre, ti darà importanti suggerimenti per evitare ricadute.
Se necessario, e in accordo con il medico fisiatra, potrà utilizzare altri metodi di trattamento come la TENS, il massaggio, la manipolazione, gli ultrasuoni….
Ma, non dimenticare che i risultati migliori si ottengono con adeguati esercizi di stretching, potenziamento e condizionamento e con il precoce e graduale recupero delle attività.
È stato dimostrato, al contrario, che i programmi basati solo su tecniche esterne (TENS, ultrasuoni…), danno risultati temporanei e parziali.

 Esercizi

Un programma regolare di esercizi è essenziale per mantenere in salute la schiena.
Nel trattamento della lombalgia è universalmente riconosciuto che l’esercizio ha un ruolo importante.
Quotidianamente, mettiamo sotto stress la colonna vertebrale e solo se la teniamo in forma essa sarà in grado di affrontare le difficoltà a cui la sottoponiamo regolarmente.
Sfortunatamente, è proprio con i primi episodi di mal di schiena che si corre il rischio di diventare inattivi. E di conseguenza, la muscolatura della schiena perderà tono e forza, esponendo il paziente a maggiore rischio di andare incontro ad un nuovo episodio di lombalgia.
Se poi il dolore dura abbastanza a lungo da diventare un dolore cronico, il paziente svilupperà un atteggiamento negativo, per cui abbandonerà gli esercizi, perdendo ulteriormente tono muscolare. In questo caso, si sentirà stanco e depresso e questo circolo vizioso non farà altro che peggiorare l’andamento del quadro clinico.
La migliore difesa è continuare a restare attivi, sia fisicamente, che mentalmente.
E’ importante mantenere in forma la muscolatura della colonna vertebrale, dei suoi tendini e legamenti. A questo scopo possono essere utili alcuni semplici esercizi:

  • Passeggiare, nuotare o andare in bicicletta (vanno bene anche cyclette e tapis roulant)
  • Mantenere attivi addominali e muscoli della schiena.
  • Fare stretching dolce per mantenere la flessibilità della colonna

Adottare uno stile di vita sano
– Seguire una dieta bilanciata e ricca di nutrimenti, con un buon apporto di calcio, vitamina D e fosforo. I fosfati costituiscono più della metà della massa ossea, la vitamina D aiuta a mantenere buoni livelli di calcio e fosforo. Se, infatti, il livello del fosforo è troppo alto, il corpo elimina il calcio dalle ossa, rendendole fragili.
– Evitare il fumo e l’uso eccessivo di alcool.
– Mantenere un adeguato peso forma.
– Essendo il corpo umano fatto per il 70%di acqua, è importante mantenere un buono stato di idratazione, che contribuisce alla salute dei dischi intervertebrali e delle altre struttura della schiena.
– Controllare la vista, una scarsa visione altera la postura con conseguenti problemi di mal di schiena.

Mantenere una corretta meccanica del corpo

Ecco alcuni consigli:
In piedi
Distanziare i piedi quanto le spalle e non tenere le ginocchia serrate
Non arcurare il tratto lombare o piegare e flettere la parte alta della schiena tenendo le spalle basse
Mantieni rilassati i muscoli del collo e la mandibola
Da seduto
Appoggia i piedi a terra con le ginocchia e le anche flesse di 90°
Mantieni una curvatura naturale nel tratto
Mantieni rilassati i muscoli del collo e la mandibola
Mentre guidi
Regola il sedile in modo che la schiena sia verticale in modo che sia sostenuta dallo schienale e il collo appoggiato al poggiatesta
Le ginocchia dovrebbero essere piegate e almeno all’altezza delle anche
I gomiti leggermente flessi e rilassati, così le spalle

Mentre dormi
Usa un materasso rigido e una rete a doghe
Dormi su un lato con un cuscino fra le ginocchia per mantenere la colonna vertebrale in posizione neutra
usa un cuscino cervicale (a forma di rotolo) per supportare la curvatura naturale del collo

Ricordarsi che l’intervento del medico è consigliato se si presentano questi sintomi:

  • un intorpidimento agli arti inferiori e si fatica a muoverli
  • problemi nel controllo della vescica
  • febbre o cefalea intensa
  • età > 60 anni e si sta assumendo cortisone
  • dolori al torace o al braccio sinistro
  • stato di gravidanza

oppure se dopo 72 ore di auto-trattamento, in assenza di una o più di queste condizioni, non si hanno risultati.